Conflict management: una risorsa per affrontare l’oggi e preparare il futuro

Appare superfluo affermare che, in questo momento, ciascuno di noi può attingere facilmente alla rabbia sedimentata nel proprio “pozzo” emotivo. Viceversa, può essere meno intuitivo riuscire ad avere una rappresentazione chiara di tutte le sfumature che la rabbia possa assumere sia in noi che negli altri. La rabbia può manifestarsi in tutta la sua potenza espressiva, dalla mimica facciale riconosciuta da tutte le culture del globo, al diverbio verbale e (ahimè) fino alla violenta gestualità; ma può, altresì, essere silente, refrattaria, nascosta e nondimeno distruttiva.

Soltanto un’intelligenza emotiva allenata può essere in grado, soprattutto adesso, di mettersi in relazione con la rabbia a 360° e, poiché il conflitto sarà sempre presente nelle relazioni umane, è fondamentale, soprattutto per la leadership, sviluppare le competenze trasversali appropriate per una risoluzione dei conflitti efficace e duratura. Ciò comporta, in primis, una messa in discussione della propria capacità di comunicare con gli altri, soprattutto ora in cui gran parte delle nostre relazioni di vita sono mediate da schermi di pc e smartphone.

La tentazione di lasciar correre e minimizzare alcuni atteggiamenti o comportamenti che in realtà ci lasciano insoddisfatti, dubbiosi e critici è un’abitudine ricorrente in molti rapporti tra le persone. In questi casi, si nutre spesso l’aspettativa di poterne parlare con l’interessato in un’altra occasione migliore, magari di persona. Penso che ciascuno di noi abbia provato quanto sconfortante sia accorgersi che certe occasioni, poi, non arrivando mai (anche perché non ci pensiamo nemmeno a crearle!) sono alla base di conflitti senza possibilità di risoluzione che comportano malessere, rallentamenti di ogni tipo, insuccesso.

Secondo il Global Capital Report del 2018, condotto tra gli Stati Uniti e il Canada dall’Istituto CCP, sette dipendenti su dieci considerano la gestione dei conflitti un’abilità di leadership “molto” o “criticamente” importante, mentre il 54% dei dipendenti pensa che i manager potrebbero gestire meglio le controversie affrontando le tensioni di fondo prima che le cose vadano di male in peggio.

Se questo valeva nel mondo organizzativo ante Covid, non possiamo sottovalutare l’importanza che il conflict management assume in questo particolare momento, sia come risorsa facilitante per affrontare la situazione che stiamo vivendo, sia come fattore che determinerà il modo in cui saremo e ci relazioneremo nel dopo.

Fonte: Il Sole 24 Ore