Covid: Bonomi, inaccettabile non coinvolgere imprese su misure ripresa

Il mancato coinvolgimento del mondo produttivo «è, purtroppo, la più grande carenza dell’azione di Governo che ormai stiamo riscontrando da troppo tempo». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’evento digitale Smartland, organizzato dal Sole 24 Ore. «Anche negli interventi adottati – ha aggiunto – per fronteggiare gli impatti economici e sociali della pandemia, dovendo reagire quasi sempre a cose fatte e senza consultazione o verifica preventiva».

Per indennizzi imprese misure frammentarie

«Solo adesso – ha sottolineato il presidente di Confindustria -, se il Governo sembra rendersi veramente conto di dover indennizzare le imprese, lo sta facendo con misure frammentarie e non risolutive e non compensative della voragine che si è aperta nei bilanci del 2020. Mentre era necessario farlo dall’inizio. Sarebbe bastato chiedere alle imprese quali fossero i problemi da risolvere per scoprire che è mancata la copertura dei costi fissi rispetto alle minori entrate generate dalle restrizioni amministrative. E la soluzione non è ricorrere al debito».

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Governo spieghi azioni su sostenibilità e digitale

«Il Governo – ha continuato Bonomi – ripete che la digitalizzazione sarà uno dei temi centrali, anche perchè la stessa unione europea indica che sia destinata una quota del 17% del recovery fund. Ma come si rispetterà questo vincolo – ha aggiunto – e con quali investimenti e con quali riforme ancora non viene chiarito. Altro capitolo fondamentale del piano nazionale di ripresa e resilienza è la sostenibilità, per la quale l’Unione europea chiede che le risorse rappresentino il 37% del totale. Anche su questo fronte non conosciamo quale sarà la strategia per la sostenibilità, come verrà articolata, quali saranno gli impatti industriali, quali investimenti sono richiesti alle imprese».

Positivo che transizione 4.0 sia nel piano ripresa

Il presidente dell’associazione datoriale ha poi ricordato che «Industria 4.0 è stato il frutto di una visione condivisa. Si erano intuite le potenzialità di un driver in grado di avviare e sostenere una rivoluzione industriale. La pandemia ha bloccato tutto ma industria 4.0 era già stata ridimensionata ancora prima. È quindi positivo – ha aggiunto – che il piano transizione 4.0 sia stato incluso nel prossimo piano nazionale di ripresa e resilienza. E questo è avvenuto accogliendo le nostre proposte di continuità di questi interventi per le imprese. Ma siamo ancora in attesi di sapere come e in che termini questo piano si collocherà e troverà effettiva operatività e diffusione in un processo complessivo del Paese».

Lombardia ha potenzialità ripresa post pandemia

«Seppure nella criticità generalizzata per l’emergenza sanitaria, la Lombardia sembra subire contrazioni occupazionali e produttive più contenute rispetto al resto del Paese», ha messo in evidenza Bonomi.«La Lombardia – ha aggiunto – ha reagito in modo più significativo rispetto ad altre regioni nella ripresa del terzo trimestre, dopo la fine del primo lockdown. Allo stesso tempo, nonostante le attuali incertezze dovute al secondo lockdown, la Lombardia è la regione che negli scenari post pandemia presenta le migliori potenzialità di ripresa. E questo perché ha già intrapreso cambiamenti tecnologici sui driver fondamentali oltre ad avere una resilienza migliore sul piano finanziario e organizzativo».

Fonte: Il Sole 24 Ore