Debito, lavoro e aiuti nell’agenda G20

Riduzione del debito, «stimolo fiscale globale», rilancio del multilateralismo, strumenti di protezione sociale contro i cambiamenti del mercato del lavoro e rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche a livello planetario per reagire alla crisi. Dietro le tre P dell’agenda della presidenza italiana del G20 inaugurata martedì dal premier Giuseppe Conte – people, planet e prosperity – si nascondono le sfide che attendono il mondo post-Covid.

L’Italia raccoglie il testimone dall’Arabia Saudita. È la prima volta per il nostro Paese, che a maggio 2021 ospiterà anche il Global Health Summit in collaborazione con la Commissione Ue. Un battesimo del fuoco: coordinerà il forum delle economie più ricche mentre il mondo affronta una pandemia che conta già 63 milioni di contagiati e 1,4 milioni di vittime. Le nazioni del G20 finora hanno contribuito all’emergenza con oltre 21 miliardi di dollari. Ma il segretario Onu Antonio Guterres ha invitato a fare di più, sia sulla riduzione del debito sia nel mettere in campo «misure più audaci» per i Paesi in via di sviluppo.

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«Evitare che la recessione globale si trasformi in una depressione globale», è per Guterres il rischio da scongiurare. Lo sanno bene Conte e i ministri in prima linea, Luigi Di Maio (Esteri) e Roberto Gualtieri (Economia). «Lavoreremo per promuovere strumenti e azioni condivise che consentano una ripresa economica più equa e giusta, in grado di combattere vecchie e nuove disuguaglianze», ha affermato il premier nel video di apertura della presidenza italiana. Snocciolando le priorità: empowerment delle donne, transizione energetica, lotta ai cambiamenti climatici, digitalizzazione, rafforzamento del sistema commerciale globale secondo trasparenza e inclusività.

Di «approccio integrato» che assicuri «una forte ripresa economica che sia al contempo inclusiva, resiliente e sostenibile» ha parlato il consigliere diplomatico di Conte, Pietro Benassi, sherpa del G20. Su alcuni fronti come clima e salute l’Italia confida in un approccio nuovo degli Usa di Joe Biden. E mai come adesso le partite sanità ed economia sono intrecciate. Bruxelles ha già chiesto al G20 4,5 miliardi di dollari per fornire alle nazioni più povere vaccini, test e farmaci.

Toccherà all’Italia tenere il filo. Anche sul tema del debito pubblico e privato globale, salito alla cifra record di 272mila miliardi di dollari. Fino a giugno sarà in vigore la moratoria per i Paesi più poveri, ma si tornerà a discutere di ristrutturazione e cancellazione. Allo stesso modo il G20 riprenderà la questione della tassazione delle big tech. Gualtieri, giovedì col ministro francese Le Maire, ha auspicato che «con l’impulso della presidenza italiana si possa arrivare a un accordo nell’ambito Ocse con il sostegno di tutti i membri dell’Ue per una giusta tassazione dei colossi del digitale». E ha anticipato, in vista del primo incontro con gli omologhi e con i governatori delle banche centrali del 26-27 febbraio: «Lavoriamo all’idea innovativa di uno stimolo fiscale globale».

Fonte: Il Sole 24 Ore