Decreto Ristori, stop alle tasse per 5-6 miliardi e nuove proroghe fiscali

È andata avanti fino a notte l’ennesima tornata di calcoli per far partire i nuovi aiuti all’economia colpita dalla crisi del Coronavirus. Il consiglio dei ministri, convocato inizialmente per la mattinata di venerdì 20 novembre, si è poi sdoppiato facendo slittare di ora in ora la riunione decisiva sui conti per l’ormai consueta battaglia sulle cifre fra il ministero dell’Economia, chiamato a trovare la sistemazione contabile delle misure, e le richieste dei partiti della maggioranza, in continua crescita fino a sforare il plafond.

Raffica di decreti legge

Tirate all’estremo le classiche «pieghe del bilancio», si è lavorato su un’ipotesi complessiva vicino agli 8 miliardi. I primi 1,95 riguardano il decreto Ristori-ter, sul tavolo del consiglio dei ministri per costruire il fondo necessario all’estensione automatica degli aiuti per 1,45 miliardi alle zone diventate rosse o arancioni dopo il Dpcm del 3 novembre e per replicare con altri 400 milioni i buoni spesa comunali della «solidarietà alimentare» e 100 milioni per l’acquisto di farmaci anti-Covid.

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Tra i codici Ateco destinatari del ristoro doppio in zona rossa entra il 47.72.10 del commercio al dettaglio di calzature e accessori.

Gli altri 8 miliardi sono frutto delle entrate extra rispetto alle previsioni prodotte in particolare dal rimbalzo dell’economia fra luglio e settembre, quando la pandemia ha dato una breve tregua al Paese, a cui si aggiungerebbe una piccola quota di deficit. Per utilizzare queste somme, che altrimenti sarebbero state disponibili solo a consuntivo dopo la fine del 2020, si è reso necessario il nuovo «scostamento senza deficit», che non porta l’indebitamento netto di quest’anno sopra il 10,8% indicato nell’ultimo programma di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles.

Tempi strettissimi

Proprio questo secondo capitolo degli stanziamenti è stato al centro della nuova battaglia. Che proseguirà nei prossimi giorni per definire l’articolazione delle nuove misure. Perché lo scostamento serve a finanziare il Ristori-quater, atteso la prossima settimana per bloccare gli acconti fiscali del 30 novembre e i pagamenti di tasse e contributi di dicembre e per introdurre nuove misure di aiuto. Oltre ai conti, anche i tempi sono strettissimi. Perché lo scostamento sarà votato da Camera e Senato il 26 novembre, giovedì prossimo, e il Ristori-quater potrà andare in consiglio dei ministri solo nelle ore successive, venerdì 27 novembre al massimo, per fermare in extremis gli acconti in scadenza il lunedì successivo, con il rischio concreto che molti ordini di pagamento siano già stati lavorati e inviati prima dell’entrata in vigore dello stop.

Fonte: Il Sole 24 Ore