Fondazioni bancarie, l’Ires si dimezza

«Se è vero che le attività di interesse generale possono essere svolte anche dai cittadini, come prevede l’articolo 118 della Costituzione, in base al principio di sussidiarietà – sottolinea Giorgio Righetti, direttore generale dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni e delle Casse di risparmio – liberare risorse che possono essere reimpiegate nel territorio ha tre vantaggi: le Fondazioni bancarie sono veloci nell’erogazione, perchè agiscono con regole privatistiche, sono di prossimità e non hanno problemi di consenso elettorale».

«L’obiettivo della nuova norma – aggiunge Felice Scalvini, presidente di Assifero, l’associazione che rappresenta le fondazioni e gli enti della filantropia istituzionale – è quello di avere a disposizione più fondi per il Terzo settore, da assegnare con la disintermediazione dello Stato».

L’altra norma della manovra che riguarda il non profit potrebbe portare invece una complicazione non da poco per il mondo associativo. L’articolo 108 del Ddl di Bilancio prevede infatti il passaggio dall’esclusione Iva al regime di esenzione (cioè il “trasloco” dall’articolo 4 all’articolo 10 del Dpr 633/1972) per i servizi prestati e i beni ceduti da associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica, associazioni sportive dilettantistiche, nei confronti dei propri soci. Peraltro, si legge nel Ddl, l’esenzione dall’imposta si applica «a condizione di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette all’Iva». Il nuovo regime obbligherebbe da gennaio 275mila associazioni ad attrezzarsi per gestire la fiscalità, pur non versando l’imposta: dovrebbero emettere fatture, tenere una contabilità separata e fare la dichiarazione annuale.

«Entrare nel campo dell’imponibilità Iva apre una strada per la quale oggi si mantiene l’esenzione dall’imposta, ma domani potrebbe non essere più così», commenta Claudia Fiaschi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore. «Con questi nuovi adempimenti – continua – le organizzazioni più piccole tenderanno a scomparire».

Fonte: Il Sole 24 Ore