«Mank», la genesi di «Quarto potere» in un film imperdibile

Confezione impeccabile

In questo viaggio nella storia del cinema, Fincher ha, come sempre, puntato anche su una confezione che tiene conto di ogni dettaglio, tanto nell’aspetto visivo quanto in quello sonoro.Le musiche di Trent Reznor e Atticus Ross accompagnano la narrazione senza mai sovrastarla, mentre l’elegante fotografia in bianco e nero di Erik Messerschmidt contribuisce a creare un’atmosfera d’altri tempi decisamente affascinante. Il risultato è un progetto davvero importante, complesso e stratificato, di cui si parlerà ancora a lungo nei prossimi mesi. Le interpretazioni intorno a «Mank», infatti, fioccheranno e sarà anche una scusa per tanti per (ri)vedersi, studiare o scoprire, un film come «Quarto potere» che ancora oggi, a quasi ottant’anni di distanza dalla sua uscita, è più moderno che mai.

La belva

Su Netflix è arrivato anche un nuovo film italiano con protagonista Fabrizio Gifuni: «La belva» di Ludovico Di Martino.Protagonista è un reduce di guerra, cupo e solitario, ormai da anni lontano dalla sua famiglia. Mentre tenta di ricucire il rapporto con i suoi figli, un tragico evento lo trasforma di nuovo in qualcosa che ormai pensava sepolto da tempo.Le premesse sono curiose perché di film di questo genere realizzati in Italia ce ne sono pochi, ma «La belva» non riesce a togliersi di dosso la sensazione di già visto, facendo riferimenti a modelli stranieri come «Io vi troverò» con Liam Neeson.

Gifuni fa il suo in un ruolo non semplice ed è abbastanza credibile, ma la struttura narrativa soffre di troppe banalità e il coinvolgimento è meno forte del previsto.

Gli indifferenti

Disponibile on-demand su varie piattaforme c’è anche una nuova trasposizione del capolavoro di Moravia «Gli indifferenti», firmata da Leonardo Guerra Seragnoli.Portato in scena in passato da grandi registi come Francesco Maselli e Mauro Bolognini, «Gli indifferenti» è un romanzo non semplice da adattare per lo schermo, ma anche Seragnoli ha fatto un buon lavoro nella scelta del cast e nella realizzazione complessiva.I limiti, però, stanno nella difficoltà di fare un collegamento con il presente: non si sente una vera e propria urgenza di questo nuovo adattamento, tanto che gli importanti spunti proposti colpiscono nel segno solo in parte e non resta moltissimo su cui riflettere al termine della visione.Rimane un prodotto confezionato dignitosamente, che lascia però la sensazione di un’occasione in parte sprecata.

Fonte: Il Sole 24 Ore