
Avs: tetto derogato per l’ubicazione territoriale delle scuole e perché si arriva a comporre anche classi di 30 studenti. Conte critica anche le scelte internazionali e la base del Movimento 5 Stelle gli ha dato mandato per andare al tavolo di coalizione e dire che «continuare a inviare armi» all’Ucraina allontana la pace
Le repliche del centro sinistra alle affermazioni della premier Giorgia Meloni durante l’evento Fenix di Gioventù nazionale n0n si sono fatte attendere. Il tema di scontro diventa soprattutto la scuola su cui la premier ha annunciato di inserire in via normativa il tetto massimo agli stranieri per classe e il divieto di burqa. Parole dopo le quali la leader Pd Elly Schlein ha avvisato: Meloni ponga fine a suoi fallimenti e dica quando si vota. E c’è poi chi fa notare come Avs (Alleanza Verdi Sinistra) che il tetto agli stranieri per classe fosse già stato previsto tramite circolare, ma poi si sia scontrato con difficoltà operative di applicazione, come ad esempio la ricollocazione degli studenti in esubero per ogni singola classe. Difficoltà che il Governo punterebbe a superare con una norma primaria e quindi con altra “forza” rispetto a una circolare ministeriale.
«Siamo alle solite: Meloni fa annunci senza senso prendendo in giro gli italiani per inseguire Vannacci. Il limite massimo del 30% di studenti stranieri per classe – spiega la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) – è già previsto da una circolare dell’allora ministra Gelmini. Naturalmente viene derogata per ragioni che riguardano l’ubicazione territoriale delle scuole e perché si arriva a comporre anche classi di 30 studenti. È urgente quindi approvare la proposta di legge di Avs – il cui esame è previsto nel calendario dei lavori della Camera per Novembre – che riduce il numero minimo e massimo di alunni per classe stabilendo un tetto di 20. Con classi più piccole sarebbe possibile fare didattica di qualità con percorsi individualizzati, seguire in modo migliore gli studenti con background migratorio e migliorare l’inclusione degli studenti con disabilità evitando che ci sia un numero di casi eccessivo nella stessa aula».
«La stessa mancanza di logica c’è nell’annuncio sul divieto di burqa: il governo intende occuparsi anche degli strumenti di emancipazione da garantire alle studentesse e agli studenti che provengono da famiglie oscurantiste o conosce solo la lingua inutile dei divieti?» si chiede ancora Piccolotti.
Anche il Pd stronca le proposte lanciate da Meloni: «Annunciare da un palco di partito – spiega Irene Manzi, responsabile nazionale scuola dei democratici – un provvedimento in arrivo in Cdm, con tetti alle classi, obblighi per le famiglie e divieti sull’abbigliamento, non ha nulla a che vedere con la scuola e molto con la rincorsa alla destra più estrema, a partire da Vannacci. Non [...]
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