Sarà l’intelligenza artificiale a rendere più green l’intelligenza artificiale

Dal punto di vista tecnico, CodeCarbon è come detto un software basato su sistemi aperti che si integra perfettamente nel linguaggio di programmazione Python. Il compito di questo tool è (sulla carta) molto semplice: calcolare la quantità di anidride carbonica generata dalle risorse di computing per l’esecuzione del codice.

Se pensiamo che la messa a punto di un potente algoritmo di machine learning con milioni di parametri da verificare può essere un’attività particolarmente intensa dal punto di vista delle risorse informatiche utilizzate (diverse macchine di calcolo e unità di elaborazione grafica attive in modalità H24 per giorni o settimane), si può facilmente intuire come l’efficientamento di questo processo possa evitare di immettere nell’atmosfera svariate centinaia di chilogrammi di CO2 equivalenti.

Il tracker inserito nella codebase di Python registra infatti la quantità di energia utilizzata dall’infrastruttura sottostante, sia che si tratti di grandi cloud provider (Amazon Web Services, Microsoft, Google…) che di datacenter privati ospitati in sedi aziendali, alimentandosi grazie alle fonti di dati pubblicamente disponibili (open data) e relative ai consumi energetici di queste infrastrutture.

Il software, così facendo, stima la quantità di emissioni di CO2 calcolandola rispetto all’intensità di carbonio imputabile alla rete elettrica a cui è collegato l’hardware. Ogni sviluppatore che lavora con CodeCarbon, in buona sostanza, viene codificato per consentire il “tracciamento” dell’infrastruttura hardware utilizzata nel proprio lavoro e il software fa il resto, monitorando in tempo reale i consumi a livello di Cpu e Gpu e visualizzandone la reportistica.

Tutte le emissioni di ogni singolo progetto vengono registrate, memorizzate e rese condivisibili per offrire a tutti i soggetti coinvolti una maggiore (e più tangibile) visibilità dell’impatto ambientale generato dall’esecuzione dei rispettivi modelli matematici attraverso un cruscotto digitale di facile utilizzo.

Fonte: Il Sole 24 Ore