Arte in ascesa: il soft power della cultura ad Almaty

Arte in ascesa: il soft power della cultura ad Almaty

Il Kazakistan è il paese più ricco dell’Asia Centrale. La sua rapida crescita economica è avvenuta dopo l’indipendenza, nel 1991, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica, con i grandi investimenti nel settore petrolifero ed energetico e, di conseguenza, le esportazioni di petrolio, gas, carbone, cromo, uranio, zinco e piombo hanno favorito l’incremento del Pil che a fine 2023 ha raggiunto 260 miliardi di dollari circa nel 2023. Il Kazakistan si è affermato, in questi anni, come attore chiave nella geopolitica regionale attraverso una strategia diplomatica “multivettoriale” che mira a mantenere relazioni amichevoli e collaborazioni con un’ampia varietà di attori internazionali. Così il Paese è diventato un attore chiave nella geopolitica regionale.
In questo contesto anche l’arte diventa un vettore per la strategia diplomatica. Così molte imprese di recente hanno intensificato gli investimenti nel settore artistico e culturale per diversificare la dipendenza dal settore petrolifero. A sostenere questa visione del Paese volta a promuovere la scena artistica e culturale sono due ricchi imprenditori che hanno deciso di indirizzare parte delle loro risorse alla cultura e all’arte attraverso la realizzazione di due istituzioni ad Almaty, cuore culturale ed economico del Kazakistan, che saranno inaugurati il prossimo settembre. Un museo privato l’Almaty Museum of Arts dell’imprenditore Nurlan Smagulov e il Tselinny Center of Contemporary Culture che fa capo Kairat Boranbayev.

Almaty Museum of Arts

Sarà il Il primo museo privato di arte moderna e contemporanea dell’Asia Centrale con una collezione di oltre 700 opere di artisti kazaki e dell’Asia Centrale ospitate in un nuovo edificio di 10.600 metri quadrati progettato dagli architetti britannici Chapman Taylor. Due le anime della collezione accanto ad artisti moderni kazaki come Aisha Galymbayeva, Salikhitdin Aitbayev, Maktum Qisamedin e Shaimardan Sariyev vi sono opere di artisti contemporanei pionieristici come Rustam Khalfin, Sergei Maslov, Yerbossyn Meldibekov, Saule Suleimenova, Said Atabekov, Saodat Ismailova dall’Uzbekistan e Jazgul Madazimova dal Kirghizistan. Non manca il dialogo internazionale all’interno della collezione favorito dalle opere di artisti come Khadim Ali, Xu Zhen, Jadé Fadojutimi, oltre a Fernand Leger, presente con un murale in ceramica, a Richard Serra e ad un’installazione audiovisiva multicanale del videoartista Bill Viola. Tre al momento le opere commissionate che accoglieranno i visitatori ad Alicja Kwade, Yinka Shonibare e Jaume Plensa. La collezione appartiene Nurlan Smagulov, imprenditore a capo del Gruppo Astana, attivo nel business automotive e in seguito anche nei centri commerciali con MEGA Park, in Almaty. In una dichiarazione Smagulov, ha affermato che “l’arte ha il potere di trasformare le vite e, una volta, ha trasformato la mia. Il Museo non è solo un museo: è un ponte che collega l’arte vibrante e diversificata dell’Asia Centrale con la scena culturale globale. La nostra missione è creare uno spazio stimolante in cui sia la popolazione del Kazakistan sia i visitatori internazionali possano sperimentare l’arte contemporanea che risuona con le esperienze umane universali, mostrando allo stesso tempo le voci culturali distintive della nostra regione”. La direzione artistica del museo è affidata a Meruyert Kaliyeva, nativa di Almaty, con un’esperienza nel dipartimento post-war di Christie’s, che nel 2015 ha fondato ad Almaty la Aspan Gallery, specializzata in arte contemporanea dell’Asia Centrale. Il capo curatore del museo sarà Inga Lāce, borsista per l’Europa Centrale e Orientale al Museum of Modern Art di New York fino al 2023, tra gli altri suoi progetti figurano il padiglione lettone alla Biennale di Venezia nel 2019, il festival d’arte contemporanea lettone Survival Kit tra il 2017 e il 2023 e alla prossima Biennale di Venezia curerà il Padiglione Lettone insieme a Adomas Narkevičius. La prima mostra sarà una personale dell’artista kazaka Almagul Menlibayeva, intitolata «I Understand Everything» con la curatela di Gridthiya Gaweewong. Sarà la prima retrospettiva dell’artista nata ad Almaty, ed esporrà il suo lavoro dagli anni Ottanta a oggi che tratta i temi del ruolo delle donne, la politica dell’identità, l’ecologia e il neocolonialismo. In contemporanea la mostra “Qonaqtar” – che in kazako significa “ospiti” – curata dalla curatrice capo Inga Lāce attinge dalla collezione del museo per esplorare le tradizioni e le tensioni dell’ospitalità e della migrazione in Asia Centrale riunendo icone moderniste e voci contemporanee.

Tselinny Center of Contemporary Culture

Tselinny Center of Contemporary Culture fa capo Kairat Boranbayev che ha costruito la sua fortuna con investimenti in petrolio e gas, immobili, retail di prodotti farmaceutici, oltre ad essere una figura chiave nel settore sportivo in Kazakistan, come presidente dell’FC Kairat, la squadra di calcio di maggior successo di Almaty. Con un progetto dell’architetto britannico Asif Khan l’imprenditore kazako ha recuperato un’icona del modernismo sovietico, un cinema costruito negli anni ’60 che nel corso degli anni ha subito diverse trasformazioni, per dar vita al Tselinny Center of Contemporary Culture. Il centro è attivo con programma regolare dal 2018, ma con l’apertura del nuovo edificio occupa uno spazio appositamente costruito. Il programma inaugurale inizia con una serie di eventi dal titolo «Barsakelmes», un’ex isola del lago d’Aral, ora una zona della regione dell’Aral in Kazakistan, il cui approccio si basa sul carattere nomade e performativo della cultura kazaka. Questa prima fase è incentrata su spettacoli, concerti, eventi e iniziative ed è stata realizzata in collaborazione con musicisti, studiosi e architetti e artisti locali tra cui Samrattama, Gulnur Mukazhanova e Dariya Temirkhan. Per il suo fondatore, Kairat Boranbayev, il Tselinny è un’istituzione sperimentale la cui flessibilità permette di esplorare direzioni diverse e multidisciplinari per offrire programmi sia per il largo pubblico sia per un pubblico professionale e il suo obiettivo è di dare un contributo significativo allo sviluppo della cultura contemporanea in Kazakistan e in Asia Centrale oltre a rendere Almaty attraente per gli abitanti e i turisti “stimolando un afflusso di capitali e di talenti eccezionali”.

Fonte: Il Sole 24 Ore