
Borse asiatiche in rialzo. La Cina non teme le minacce di Trump
Le Borse di Cina e Hong Kong sono state positive nelle contrattazioni mattutine con i dati positivi sul commercio cinese, nonostante le rinnovate minacce di dazi da parte degli Stati Uniti.
Le esportazioni cinesi sono aumentate del 7,2% su base annua a luglio, secondo i dati ufficiali pubblicati oggi. L’aumento delle spedizioni cinesi all’estero il mese scorso ha superato le previsioni, del 5,6%. Le importazioni sono aumentate del 4,1% su base annua a luglio, rispetto al previsto calo dell’1%. I dati hanno anche mostrato che le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti hanno continuato a diminuire, con un calo del 6,1% rispetto al mese precedente.
I mercati hanno ampiamente ignorato le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che potrebbe annunciare ulteriori dazi sulle merci provenienti dalla Cina, simili ai dazi del 25% imposti all’India per i suoi acquisti di petrolio russo.
Gli investitori rimangono concentrati sulla scadenza del 12 agosto, in attesa di vedere se Pechino e Washington riusciranno a raggiungere un accordo tariffario duraturo.
La Borsa di Tokyo inizia gli scambi col segno meno, quando prevale l’incertezza sulle modalità dell’accordo concluso da Giappone e Stati Uniti, con le possibili ripercussioni sul settore auto, e mentre si aprono nuovi scenari con l’imposizione di dazi Usa sul comparto dei semiconduttori. Il listino di riferimento Nikkei segna una variazione negativa dello 0,21% a quota 40.710,74, con una perdita di 84 punti. Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 147,30, e si indebolisce sull’euro, a 171,70. Poi il Nikkei sale dello 0,9% a 41.151,07.
Fonte: Il Sole 24 Ore