Casati Flock & Fibers punta sul riciclo con piano da 460mila euro

Casati Flock & Fibers punta sul riciclo con piano da 460mila euro

Casati Flock & Fibers punta su riciclo e risparmio energetico e idrico: l’azienda brianzola di Renate ha lanciato un piano da 460mila euro – cofinanziato al 50% da Regione Lombardia (col bando Ri.Circo.Lo.) – che prevede l’aumento della capacità di recupero di residui tessili finora non trattabili oltre a un ripensamento dell’intero processo produttivo con minori consumi elettrici e idrici.

«Puntiamo a rendere più efficienti i mulini, le macchine che macinano gli scarti tessili, lavorando insieme ai produttori di macchinari, per portare la capacità di produzione di flock da riciclo da 350 a 500 tonnellate all’anno», racconta nel dettaglio la presidente Lorena Rossi Casati. Per l’aspetto energetico e idrico aggiunge: «Abbiamo già un impianto a pannelli solari, stiamo aspettando le autorizzazioni per espanderlo in un terreno vicino per coprire tutto il nostro fabbisogno. Abbiamo inoltre introdotto dosatori automatici per i prodotti chimici e software gestionali per la riduzione degli sprechi. Abbiamo iniziato a usare valvole a controllo digitale per il riuso dell’acqua nei bagni di tintura e stiamo lavorando per il suo recupero dalle centrifughe».

La Casati Flock and Fibers è un’azienda familiare fondata nel 1952 e guidata oggi dalla quarta generazione: l’ad è la figlia di Lorena, Beatrice. Ha un fatturato di 6 milioni di euro, una produzione annua di 900 tonnellate di flock e 33 dipendenti. «Stiamo integrando nuove figure specializzate come ingegneri dei materiali e chimici industriali: stanno portando una svolta nelle applicazioni del prodotto, che può essere usato in nuovi materiali compositi», sottolinea la presidente. Il piano di investimenti, con i primi interventi già iniziati e la prospettiva di concluderlo entro il 2027, prevede, grazie alla scommessa sul riciclo, di aumentare la produzione, recuperando la vocazione originaria del flock, la polvere tessile nata dagli scarti della cimatura del velluto.

Oggi il flock vergine viene ottenuto dal taglio di fibre lunghe naturali o artificiali (tow). Tinto e caricato elettrostaticamente in modo che il pelo cada dritto in piedi sulla colla dell’applicazione finale, il flock è poi in grado di dare l’effetto velluto, appunto. Le applicazioni sono molteplici: tessile, packaging, medicale, automotive. «Per la Zecca produciamo cinque colori per le fibre di sicurezza che si vedono sotto ai raggi ultravioletti. I nostri flock si usano anche sui tamponi Covid, sugli scovolini, sui lucidalabbra», racconta Rossi Casati.

Fonte: Il Sole 24 Ore