
Caso Almasri, carte in giunta, domani ufficio di presidenza su lavori. È scontro tra governo e Anm
Il presidente della Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio Devis Dori ha confermato che sono arrivati alla Camera gli atti provenienti dal tribunale dei ministri in merito al caso Almasri. Nell’ufficio di presidenza di mercoledì 6 agos la Giunta articolerà i propri lavori. Lo si legge in una nota del presidente. «Negli atti inviati si chiede l’autorizzazione a procedere per il sottosegretario Alfredo Mantovano e i Ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio», si legge nel documento..
Nuovo scontro tra Governo e magistrati
Intanto è andata in scena l’ennesima puntata dello scontro governo-magistrati, questa volta declinato attraverso il caso Almasri. Già l’archiviazione della sola Giorgia Meloni, sul presupposto che non abbia avuto parte attiva nella decisione di liberare il comandante libico su cui pendeva un mandato di cattura internazionale, aveva mandato su tutte le furie la premier. A dare fuoco alle polveri nelle ultime ore sono le parole del presidente dell’Anm Cesare Parodi, nel day after in cui arrivano infine alla Camera gli esiti delle indagini del Tribunale dei ministri sugli altri tre coinvolti, Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio.
Con richiesta di autorizzazione a procedere. È proprio il Guardasigilli a tuonare contro l’associazione nazionale dei magistrati rea, secondo il ministro di Fdi, di una «inaccettabile invasione di campo». In radio di prima mattina Parodi in effetti esprime un giudizio su un eventuale processo che dovesse coinvolgere Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto di Nordio. A domanda dell’intervistatore sull’impatto di un eventuale procedimento contro di lei, il numero uno dell’Anm osserva infatti che «un processo dove vengono accertati magari in via definitiva certi fatti ha evidentemente un ricaduta politica, neanche tanto indirettamente, sulle persone coinvolte». Il ministro, che ha sempre difeso la sua più stretta collaboratrice, verga una nota in cui si dice «sconcertato» dalle parole di un presidente Anm «considerato, sino ad ora, equilibrato». Mentre il nome di Bartolozzi «a quanto mi risulta, non è nemmeno citato negli atti, non so come si permetta» scrive Nordio che poco dopo, alla Camera per votare il componente laico del Csm, cerca di evitare il fuoco di fila dei giornalisti.
Un passaggio in buvette, accompagnato come sempre da Bartolozzi. All’ennesimo tentativo, Nordio se la cava con un «il presidente del Consiglio ha parlato per tutti», salvo poi, orologio alla mano, osservare che «alle 13.15 non ho ancora ricevuto nulla», nonostante «la legge preveda» che le notifica vada «trasmessa immediatamente».
Richiesta autorizzazione per Piantedosi, Nordio, Mantovano
Le carte in effetti, alla Camera arrivano solo nella tarda serata. Fino a quel momento come a Nordio nemmeno a Piantedosi e a Mantovano era stato notificato nulla: nel decreto di archiviazione di Meloni, come ha spiegato lei stessa, il Tribunale dei ministri precisa che le posizioni degli altri esponenti del governo saranno trattate “separatamente”. E arriva la richiesta di autorizzazione a procedere per tutti e tre.
Fonte: Il Sole 24 Ore