
Dal Fabbro: «Acqua, serve un piano da 30 miliardi per garantire una gestione efficiente»
Intanto vale la pena di rimarcare che non è un problema solo del Mezzogiorno. Molti studi ci dicono, infatti, che nei prossimi 10-15 anni l’acqua comincerà a mancare anche nella Pianura Padana che è il motore dell’industria italiana. Siamo davanti alla cronaca di una morte annunciata, per questo bisognerà agire velocemente, lavorando anche a un piano di riuso delle acque reflue che noi disperdiamo ancora in grande quantità, mentre altrove, in Francia ma anche in Germania, ci sono elevati tassi di recupero.
Nel disegno di legge di nuove semplificazioni per le imprese, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri, c’è una parziale apertura sul riuso delle acque nel settore industriale. Come la giudica?
È un primo segnale, ma non basta. E il settore attende ormai da molto, troppo, tempo il regolamento che disciplinerà questo tipo di attività, ma non possiamo più permetterci ulteriori dilazioni. Anche perché, a breve, l’industria, l’agricoltura e gli stessi cittadini si troveranno a dover fronteggiare una serie di nodi che stanno arrivando al pettine.
Quali saranno le priorità della sua presidenza oltre al tema dell’acqua?
Ci concentreremo su altri tre fronti. Il primo è la sicurezza delle reti a tutto tondo, dalle infrastrutture idriche e quelle energetiche. Il secondo è la gestione efficiente del ciclo dei rifiuti. E, infine, bisognerà lavorare sull’efficienza delle utility più piccole o in economia favorendo il tema delle aggregazioni su cui insistiamo da anni. Sono sfide impegnative su cui come Utilitalia vogliamo far pesare la nostra voce potendo contare su una expertise forte e su un livello di investimenti considerevole. Siamo tra le realtà più importanti del Paese a livello associativo e puntiamo ad essere ascoltati.
Fonte: Il Sole 24 Ore