Eli Lilly, i conti battono le stime ma delude sul farmaco anti-obesità
Tutta questione di perdita di peso. Si potrebbe riassumere così la giornata in Borsa di ieri di Eli Lilly e Novo Nordisk, che si sono mosse in senso opposto. La prima ha comunicato che la propria pillola sperimentale GLP-1 orforglipron anti-obesità ha portato a una riduzione del peso corporeo del 12,4% in uno studio di fase avanzata. Un risultato significativo, ma comunque inferiore a quello ottenuto nei trial precedenti dal farmaco iniettabile Wegovy di Novo Nordisk. Tanto è bastato perché il gruppo americano scivolasse a Wall Street arrivando a perdere oltre il 14%, mentre invece la società danese ha messo a segno un balzo del 6,7% in chiusura di seduta alla Borsa di Copenaghen. In realtà una magra consolazione considerato che il saldo da inizio anno per quest’ultima resta negativo per oltre il 50%. Infatti in primavera era accaduto esattamente il contrario.
Eli Lilly batte le attese
A nulla, quindi, è servito ad Eli Lilly chiudere il secondo trimestre dell’anno con risultati superiori alle attese del mercato. le azioni sono state comunque penalizzate per i risultati clinici annunciati sul fronte della nuova frontiera dei farmaci anti-obesità.
Il gruppo ha registrato un utile netto di 5,66 miliardi di dollari nel secondo trimestre, pari a 6,29 dollari per azione. L’utile rettificato per componenti straordinarie si è attestato a 6,31 dollari per azione, superando le attese degli analisti che secondo dati di Zacks Investment Research, indicava un utile previsto di 5,61 dollari per azione.
La casa farmaceutica con sede a Indianapolis ha inoltre riportato ricavi trimestrali per 15,56 miliardi di dollari, battendo anche in questo caso le previsioni di mercato: sette analisti contattati da Zacks si attendevano 14,75 miliardi.
In occasione dei dati semestrali il gruppo farmaceutico ha ahnache rivisto al rialzo le proprie stime per l’intero esercizio: si attende ora un utile rettificato compreso tra 21,75 e 23 dollari per azione nel 2025, rispetto alla precedente stima di 20,78–22,28 dollari. Il consenso degli analisti era di 21,74 dollari per azione, secondo i dati raccolti da Lseg. Mentre i ricavi sono attesi nella forchetta fra 60 e 62 miliardi di dollari.
Fonte: Il Sole 24 Ore