
Fondi immobiliari a Milano, in dieci anni il valore è balzato a 50 miliardi
Dietro la grande rigenerazione urbana, le cessioni di palazzi iconici nel Quadrilatero e anche i cantieri al centro delle inchieste in corso della Procura di Milano sulla città si muove da anni un articolato ecosistema di fondi, fondi di fondi, veicoli complessi. Così, l’edificio diventa un asset e la sua gestione risponde a una logica finanziaria.
Per i fondi immobiliari (quotati o non e Reit), Milano città è una “calamita” che, in 10 anni, dal 2015, ha superato i 50 miliardi di euro di patrimonio investito. Da sola concentra il 41% di quei 121 miliardi di valore che l’Italia (+6,6% sul 2023) ha raggiunto nel 2024. All’interno dei 50 miliardi vi sono sia le risorse per le iniziative di rigenerazione urbana ( fondi destinati ad acquisto, sviluppo e valorizzazione degli immobili e dei grandi cantieri) sia gli asset core, immobili locati che rimunerano grazie ai canoni, per lo più affidati a gestori professionali. Non solo. Sempre in dieci anni, solo a Milano (provincia esclusa) si contano investimenti immobiliari per 35 miliardi nel 2024. Questi, nei primi sei mesi del 2025, sono già cresciuti di circa 4 miliardi, portando il totale, nella prima parte dell’anno, a sfiorare i 39 miliardi. A curare la rilevazione – per il Sole 24Ore – è Scenari Immobiliari.
Nei primi anni, a muoversi fu il protagonismo del Qia, il fondo sovrano del Qatar (che nel febbraio 2015 era salito dal 40 al 100% dell’area di Porta Nuova-Garibaldi, per un valore di due miliardi) e del gigante del private equity Blackstone che, dopo la sede del Corriere della Sera in via Solferino, quella di Cassa Depositi e Prestiti in via San Marco e il Palazzo delle Poste in piazza Cordusio, nel 2021 aveva acquisito Reale Compagnia Italiana, con 14 asset di prestigio tra Milano e Torino per circa 1,3 miliardi di euro.
Fu proprio Blackstone (oggi socio al 35% della Kryalos di Paolo Bottelli) a puntare, 10 anni fa, le fiche su Milano in piena crisi del mattone, acquistando tre edifici storici centralissimi (poi rivenduti negli anni). Lo scorso anno Kryalos ha realizzato l’operazione record, per valore in Italia, con la vendita per 1,3 miliardi di euro al gruppo Kering dell’immobile di via Montenapoleone 8. Ad ottobre ha annunciato la trasformazione dell’ex cinema Odeon, chiuso da due anni, nel Beauty Hall della Rinascente.
Coima Sgr, di cui Manfredi Catella (coinvolto nelle indagini dei Pm) è azionista di maggioranza e ceo , oggi gestisce circa 30 fondi di investimento immobiliare, oltre 10 miliardi di investimenti stabilizzati. C’è lo sviluppo della seconda parte dell’area di via Melchiorre Gioia. Mentre il Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026 è frutto del Fondo Porta Romana, gestito da Coima Sgr, Covivio, Prada Holding e Coima Esg City Impact Fund. Le sei palazzine per gli atleti dopo i Giochi saranno convertite nel più grande studentato convenzionato d’Italia con 1.700 posti letto.
Fonte: Il Sole 24 Ore