
Google Translate si reinventa: dall’AI alle lezioni personalizzate, ecco come cambia il futuro delle traduzioni
L’impatto rivoluzionario dell’intelligenza artificiale ha trovato nei servizi di traduzione uno dei suoi terreni più fertili, rendendo più accurate le traduzioni non solo testuali, ma anche vocali. Al centro di questa trasformazione c’è Google Translate, tra i servizi più utilizzati al mondo per superare le barriere linguistiche. L’introduzione massiva di Gemini, l’AI proprietaria di Google, in tutto l’ecosistema dell’azienda non poteva dunque escludere questo servizio strategico.
E la rivoluzione è arrivata – attualmente in fase di rollout – con una doppia strategia che promette di cambiare radicalmente il nostro approccio alla comunicazione multilingue: da una parte l’integrazione sempre più profonda dell’AI di Gemini, dall’altra l’ambizione di sfidare giganti dell’apprendimento linguistico come Duolingo sul loro stesso terreno
Arriva Gemini
Lo scorso luglio Google Translate ha introdotto 110 nuove lingue, la più grande espansione di sempre, portando il totale a 243 e rendendo il servizio accessibile a oltre 614 milioni di persone in più. È stato il primo passo di una strategia chiara di inclusività digitale, che ora si arricchisce con una novità importante: un selettore che permette di scegliere tra due modalità, quella rapida e quella avanzata, potenziata dall’AI di Gemini. Non più una traduzione unica e standard, ma un servizio capace di adattarsi al contesto e alle esigenze di chi lo utilizza.
La differenza è sostanziale: mentre la modalità “fast” mantiene la velocità di sempre, quella “advanced” promette traduzioni contestualizzate che tengono conto di sfumature, stile e significati impliciti. È la differenza tra avere un dizionario parlante e un interprete professionale nel proprio smartphone. Parallelamente, Google ha aggiornato anche le funzionalità di traduzione istantanea. Grazie a Gemini, ora è possibile sostenere una conversazione in oltre 70 lingue con traduzioni vocali e testuali simultanee. Due persone possono letteralmente parlarsi ciascuna nella propria lingua madre, con l’AI che fa da ponte in tempo reale.
Fonte: Il Sole 24 Ore