Hotel, nel I semestre, investimenti a 1,2 miliardi (+63%). E cresceranno ancora al 2027

Hotel, nel I semestre, investimenti a 1,2 miliardi (+63%). E cresceranno ancora al 2027

Le previsioni per il triennio 2025-2027 delineano uno scenario favorevole per il settore alberghiero italiano, con investimenti attesi in crescita del +19% nel 2025, per arrivare a un +25% nel 2027, rispetto al 2024.
E’ quanto emerge dalla ricerca a cura di Research & Data Intelligence di Patrigest, società del Gruppo Gabetti, secondo cui l’hospitality è un settore in evoluzione, tra qualità, investimenti e nuovi flussi turistici. Il report fotografa un’Italia sempre più centrale nel turismo globale e attrattiva per gli investimenti alberghieri. Il settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione: crescono i flussi internazionali, si consolida la domanda di strutture di fascia alta e aumentano gli investimenti, in particolare su operazioni value-add e di risposizionamento. Nel 2024 l’Italia è stata tra i primi paesi europei per investimenti corporate in hospitality, sia per volume (2 miliardi di euro), sia per peso sul totale degli investimenti (20%) sul totale.

«Lo scenario delineato dal nostro report – ha dichiarato Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest/Gruppo Gabetti – evidenzia un settore ricettivo in piena evoluzione, sostenuto da una domanda internazionale in crescita, da forti spinte qualitative e da condizioni macroeconomiche favorevoli. L’Italia si conferma protagonista della scena turistica europea, con ampi margini di sviluppo per chi saprà intercettare e valorizzare le nuove tendenze dell’hospitality. Oltre il 54% dei turisti oggi sceglie hotel a 4 e 5 stelle, a fronte di un’offerta ancora centrata sulla fascia media: una discrepanza che rappresenta un’opportunità strategica di riposizionamento per molte strutture esistenti. Allo stesso tempo, l’offerta abitativa in short term si rivela imprescindibile per sostenere i volumi di arrivi e presenze registrati negli ultimi anni, contribuendo in modo determinante all’attrattività complessiva delle destinazioni turistiche. Il trend premium è evidente anche sul fronte degli investimenti, dove gli hotel di fascia alta hanno rappresentato oltre la metà del volume transato nel primo semestre del 2025».

Il quadro del I semestre

Nel primo semestre 2025 sono stati investiti in Italia, nel settore corporate, un totale di 5,1 miliardi di euro, +44% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nello specifico, nel comparto hospitality sono stati investiti circa 1,25 miliardi di euro, il 24% del totale, la seconda migliore performance per un primo semestre, dopo gli oltre 2 miliardi di euro registrati nell’H1 2019. La maggior parte degli investimenti è stata registrata nel Nord Italia (55%), seguono il Centro (23%), grazie alla performance di Roma (area in cui si è stato transato il 17% del volume totale), e il Mezzogiorno (22%). Oltre alla Capitale, le province più dinamiche sono state Como (20% del volume), Venezia (17%), Napoli (15%) e Milano (12 per cento). Le sponde del Lario si confermano oggi tra le location più ambite dagli investitori in materia di hospitality.Tra i deal più rilevanti del primo semestre 2025 si riporta la vendita degli hotel di lusso Cesar Augustus ad Anacapri, per circa 160 milioni di euro, e il JW Marriot di Venezia per circa 140 milioni di euro. Si conferma il primario interesse degli stakeholder per investimenti in strutture di fascia alta: gli hotel a 5 stelle costituiscono oltre la metà del volume transato (il 54%), seguono i 4 stelle con il 38 per cento.

Le location

A Roma e Milano gli arrivi rispetto all’anno scorso sono aumentati rispettivamente del +13,8% e +10,4%. I turisti sono principalmente stranieri (70%), la permanenza media in queste due città risulta in aumento rispetto al periodo pre-covid, e l’occupancy media si conferma all’ 80 per cento. Gli hotel di alta fascia (4 e 5 stelle) sono in numero sempre maggiore: a Milano, rispetto al 2019, si registra un +16%, a Roma un +42 per cento.A Venezia e Firenze gli arrivi rispetto all’anno scorso sono risultati in leggero aumento, rispettivamente del +3,7% e +1,4%. Anche qui i turisti sono prevalentemente stranieri, con una quota intorno all’80%, la permanenza media risulta però diminuita rispetto al periodo pre-covid, con un’occupancy di circa il 74-79%. Gli hotel di alta fascia (4 e 5 stelle) sono in numero sempre maggiore: a Venezia, rispetto al 2019, si registra un +15%, a Firenze un +4 per cento.L’interesse per gli operatori e investitori inizia a spostarsi dalle primary location per ricercare rendimenti e nuove opportunità in mercati emergenti o “nuovamente emergenti”. Fra questi di segnalano il Lago di Como, la Sardegna, il Lago Maggiore, la Riviera delle Palme, e le Dolomiti, sempre più nel radar degli investitori. Un’elevata domanda turistica, flussi in aumento e un’offerta non ancora satura, rendono queste location ideali per gli investitori. Fra queste il Lago Maggiore si conferma l’area ad oggi a prevalente vocazione straniera, essendo il turismo domestico spesso locale o di seconde case. Seguono le Dolomiti (56% di stranieri) e la Sardegna (52 per cento).

Fonte: Il Sole 24 Ore