I problemi di Novo Nordisk spingono la Danimarca a tagliare le stime 2025

I problemi di Novo Nordisk spingono la Danimarca a tagliare le stime 2025

La Danimarca ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per il 2025, portandole all’1,4% dal precedente 3%, a causa delle prospettive meno favorevoli per il colosso farmaceutico Novo Nordisk e dei dazi imposti dagli Stati Uniti sulle esportazioni danesi. Lo ha annunciato oggi il ministero dell’Economia in un comunicato: «L’industria farmaceutica è sempre più sotto pressione a causa della crescente concorrenza nel mercato dei farmaci per la perdita di peso, fattore che ha ridotto le aspettative di crescita del settore».

Il Paese del Nord Europa, con una popolazione di circa sei milioni di abitanti, ha beneficiato della rapida espansione del gruppo farmaceutico produttore del farmaco dimagrante Wegovy e del trattamento per il diabete Ozempic. Lo scorso anno, addirittura, la crescita economica della Danimarca si è collocata tra le più elevate in Europa, trainata in parte proprio da Novo Nordisk, che ha contribuito per un quinto all’aumento complessivo dell’occupazione nazionale.

La Danimarca, la cui economia è fortemente orientata all’export, conta certo anche altri grandi gruppi industriali come l’armatore Maersk, il birrificio Carlsberg, il produttore di giocattoli Lego e il leader delle turbine eoliche Vestas. Ma il peso raggiunto da Novo Nordisk negli ultimi anni fa spostare di molto l’ago della bilancia della crescita economica del Paese.

Il peso dei dazi Usa

Il ministero dell’economia danese, nell’annuncio relativo al Pil, ha aggiunto che i dazi sulle merci esportate negli Stati Uniti, primo mercato di destinazione per i prodotti danesi, peseranno ulteriormente sulla crescita. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno registrato un forte calo nella prima metà dell’anno, dopo l’impennata registrata negli ultimi sei mesi del 2024, ha precisato il dicastero. Le esportazioni sono ora attese in aumento di appena 0,9% nel 2025, contro una previsione del 4,3% formulata a maggio.

Fonte: Il Sole 24 Ore