
Il «cubo nero» di Firenze diventa un caso in Procura: cosa sta succedendo
Il caso del nuovo palazzo con un “cubo” bianco e nero costruito al posto dell’ex Teatro Comunale di Firenze, non è più solo un caso estetico o politico che da giorni – tolti panneggi e alcune impalcature – agita il dibattito nella città. Il procuratore capo Filippo Spiezia ha aperto un fascicolo conoscitivo, al momento senza indagati, per verificare se nella realizzazione dello “scatolone” in pieno centro, area sotto tutela dell’Unesco, ci siano state eventuali violazioni alle norme edilizie e urbanistiche o anche altro. Da Palazzo Vecchio nessun commento sull’inchiesta giudiziaria, mentre nei giorni scorsi è stato evidenziato da più parti che il Comune aveva fatto il suo iter e che c’era stato a suo tempo parere positivo della Soprintendenza.
L’intervento della procura
Il Comitato Salviamo Firenze, attivo contro l’overtourism e che aveva chiesto l’intervento della procura, dichiara che è «giusto sapere com’è stato possibile arrivare a quell’incubo che offende la città, la quale deve sapere non se hanno avuto le autorizzazioni ma come le hanno avute. Soprattutto se tutto è stato svolto senza sostanziali illiceità». Sul “cubo nero”, che sovrasta nuovi appartamenti di lusso e alloggi temporanei per turisti ricchi, la polemica tiene banco sia per la sua imponenza visto che – diversamente dal glorioso Comunale – la volumetria svetta sugli altri palazzi in zona corso Italia e lungarno Vespucci modificando lo skyline e togliendo visuale su città e colline agli edifici preesistenti; sia per i colori e i materiali, diversi rispetto ai rendering presentati. Non solo il bianco e nero, ma anche il metallo impiegato per la costruzione rompono la misura della Firenze rinascimentale e quella del quartiere ottocentesco dove si trova.
La storia del teatro
Dismesso e venduto nel 2013 dall’allora giunta Renzi alla Cassa Depositi e Prestiti per 23 milioni, dopo tre aste andate a vuoto l’ex Teatro Comunale venne comprato nel 2019 dal fondo immobiliare Hines in joint venture con Blue Noble. Nei nuovi edifici sono sorti oltre 150 appartamenti di lusso, destinati principalmente ad affitti turistici brevi, a partire da ottobre. Una variante urbanistica approvata dal consiglio comunale rese possibile il cambio di destinazione d’uso, sia residenziale sia ricettivo. Il caso è stato sollevato da La Nazione dopo lo sconcerto dei fiorentini al disvelamento delle impalcature. Tante le reazioni finora. L’ex sovrintendente Andrea Pessina, nel ruolo dal 2016 al 2022, ha dichiarato di «non ricordare» come sia stato possibile che gli uffici avessero dato il via libera («Ho firmato migliaia di atti durante il mio mandato»).
Anche il Mic ha acceso un faro sulla vicenda
L’attuale sovrintendente Antonella Ranaldi ha espresso dubbi dal punto di vista estetico. Il filosofo Sergio Givone lo ha stroncato chiedendo di «buttar giù la parte che sovrasta il profilo dei tetti, sarebbe l’idea migliore» per non dire dei colori e dei materiali estranei alla città. Il Comune da giorni ha rivendicato la correttezza delle procedure seguite senza esprimersi sulla “bellezza” o meno dell’opera, il Pd ha ribadito che c’è stato «rispetto di tutti i vincoli».
Le polemiche
Nel frattempo le polemiche montano. Eike Schmidt già direttore degli Uffizi, oggi consigliere comunale di minoranza, valuta un esposto all’Unesco per la modifica data dal nuovo palazzo alla skyline citando Dresda che perse la designazione come patrimonio mondiale Unesco nel 2009 per una singola costruzione nuova. Sorte analoga è toccata, più recentemente, nel 2021, a Liverpool. E c’è chi è pronto a scommettere che Firenze sarà la prossima. Anche il ministero della Cultura accende un faro sulla vicenda del “cubo nero” di Firenze. Gli uffici del Collegio Romano intendono verificare, per quanto di competenza ministeriale, le procedure seguite per il rilascio dei permessi che hanno autorizzato i lavori edilizi. Il Mic, che vigila sulla Soprintendenza che ha rilasciato le autorizzazioni, ha chiesto una relazione dettagliata per far luce sull’iter procedurale.
Fonte: Il Sole 24 Ore