
In crescita del 34% le pmi che adottano soluzioni di intelligenza artificiale
Prosegue il percorso di trasformazione digitale delle imprese italiane, in cui le soluzioni di intelligenza artificiale (AI) cominciano a rivestire un ruolo sempre più rilevante. Lo dimostrano i dati dell’ultimo EY Italy AI Barometer (realizzato da EY coinvolgendo oltre 4.900 aziende da nove Paesi europei, di cui 539 professionisti di imprese italiane in diversi settori), secondo cui l’utilizzo dell’AI sul lavoro in Italia è salito dal 12% nel 2024 al 46% nel 2025.
«Le aziende sembrano aver compreso che l’AI è uno strumento non solo per svolgere le attività più rapidamente e in modo più efficiente, ma anche per elaborare analisi che mi permettono di migliorare l’efficacia delle mie azioni nei confronti dei clienti o dei cittadini, nel caso delle organizzazioni pubbliche», spiega Giuseppe Santonato, AI leader di EY Europe West.
Utilizzo trasversale a tutti i settori
Non solo: se fino a qualche anno l’adozione dell’AI era limitata a nicchie specialistiche o a grandi aziende con forti capacità di investimento, oggi l’intelligenza artificiale «sta entrando in modo trasversale in organizzazioni di ogni dimensione e settore, diventando parte integrante dei processi operativi, delle interazioni con i clienti e delle attività di supporto decisionale», si legge nella ricerca. Il risultato è che, nel 2024, il 77% dei lavoratori italiani ha avuto almeno un’esperienza diretta con strumenti di AI.
L’Italia, precisa Santonato, sebbene partita in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, sta colmando il divario, grazie anche alla spinta attivata dall’introduzione dell’AI Act europeo e dal successivo ddl in materia di intelligenza artificiale che, tra le altre cose, prevede la formazione obbligatoria dei propri dipendenti da parte delle aziende.
Italia in testa per investimenti in formazione
Questo spiega, in parte, l’ottimo risultato del nostro Paese in tema di formazione, con il 64% dei lavoratori che dichiara di investire per acquisire competenze in materia, sia privatamente (il 26%), sia professionalmente (22%): si tratta della percentuale più alta in Europa, seguita da quelle di Spagna e Germania. Tuttavia, si nota ancora una forbice piuttosto ampia nella percezione, nell’uso e nella formazione degli strumenti AI tra manager e dipendenti, a dimostrazione che l’adozione dell’AI nelle imprese segue ancora un approccio «top down» di cui, spesso, chi ricopre mansioni esecutive non comprende la portata e le potenzialità.
Fonte: Il Sole 24 Ore