
Intelligenza artificiale: Alphabet spinge Google nella sfida dei chatbot
Da una parte, i recenti dati trimestrali. Dall’altra, la sfida che i chat bot addizionati con l’Intelligenza artificiale portano al core business aziendale. Anche così può approcciarsi ad Alphabet, la conglomerata che controlla Google.
Il conto economico
La società, quotata al Nasdaq, alcuni giorni fa ha riportato i numeri del secondo trimestre del 2025. I ricavi e la redditività sono risultati in rialzo. Il giro d’affari è arrivato a 96,428 miliardi di dollari, con una crescita rispetto allo stesso periodo del 2024 del 14% (+13% a cambi costanti). Il profitto netto, dal canto suo, è stato di 28,196 miliardi (23,619 un anno prima). L’ utile per azione (Eps) diluito, infine, si è assestato a quota 2,31 dollari. Si tratta di numeri che, in generale, hanno battuto le stime di consenso. Riguardo all’Eps diluito, ad esempio, il mercato attendeva – secondo Seeking Alpha – il valore di 2,2o dollari. A frontedi un simile contesto il titolo, in Borsa, ha reagito positivamente.
I driver del business
Già, positivamente. Ma quali i driveri principali di un simile trend di conto economico? In primis c’è stato l’incremento della divisione Google Cloud. La nuvola informatica di Alphabet ha generato un fatturato di 13,6 miliardi. Il dato implica la crescita del 32% anno su anno. Vale a dire: da una parte, c’è stata l’accelerazione rispetto alla salita del 28% registrata nel primo trimestre dell’anno; dall’altra, il gruppo ha dato una dimostrazione di forza sul fronte del cloud che – ogni momento – viene monitorato con la lente di ingrandimento da parte degli analisti. In particolare, la dinamica riflette la forte domanda di capacità computazionale per addestramento e uso di modelli d’Intelligenza artificiale (Ia) in capo alle aziende clienti. Uno scenario il quale rafforza il ruolo del cloud come infrastruttura della medesima Artificial Intelligence (Ai).
Inoltre, altro motore dei conti di Alphabet, i ricavi pubblicitari – i quali peraltro rappresentano la componente più significativa del giro d’affari – hanno raggiunto 71,3 miliardi. Cioè: l’espansione è del 10,4% rispetto al secondo trimestre del 2024. Qui una buona spinta è arrivata da YouTube. Senza dimenticare, peralto, la ricerca tradizionale che da sola ha generato 54,2 miliardi di fatturato (+12%), battendo le aspettative degli analisti che se ne aspettavano 52,9 miliardi.
Infine -terzo motore dei conti della controllante della grande «G» e intimamente legato al secondo driver – c’è stata l’adozione massiva delle funzionalità di Artificial intelligence nella ricerca, soprattutto in Ai Overview (la cosiddetta Panoramica). Questa ha superato 2 miliardi di utenti mensili (a fronte dei 1,5 miliardi registrati nel primo quarter del 2025), contribuendo ad aumentare volume ed intensità delle ricerche. L’adozione dell’Intelligenza artificiale ha stimolato un maggiore engagement e sostenuto la monetizzazione del medesimo searching.
Fonte: Il Sole 24 Ore