La pillola dimagrante delude e affossa Eli Lilly a Wall Street, rimbalza Novo Nordisk

La pillola dimagrante delude e affossa Eli Lilly a Wall Street, rimbalza Novo Nordisk

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La ‘sfida’ delle pillole dimagranti, nuova frontiera della ricerca contro obesità e diabete, fa sentire i suoi effetti anche a Wall Street dove da tempo va in scena il duello tra Novo Nordisk, pioniere in questo settore del pharma, ed Eli Lilly, che è diventato il suo principale competitor. È di oggi infatti l’ultimo round, durante il quale è bastato che risultassero sotto le aspettative i dati della sperimentazione su Orforglipron, la pillola per la perdita di peso che in fase di test aveva mostrato un’alta efficacia, per mandare al tappeto il titolo Eli Lilly in forte calo sul mercato Usa. Di riflesso rimbalza la danese Novo Nordisk – il cui concorrente CagriSema è in fase di studio ma sarebbe più performante – che la guarda dall’alto e segna +8%.

Novo valeva più del Pil danese, poi il crollo

La corsa sul fronte della sperimentazione, che come spesso accade ha tempi diversi da quelli degli investitori, si inserisce in un contesto già di per sé complesso per l’industria farmaceutica. Lontana dai fasti della lotta contro il Covid, segnata dalla crisi inflattiva prima e dagli effetti dei dazi poi (ancora tutti da valutare), le quotazioni del settore sono lontane dal momento d’oro. Novo solo due anni fa, al suo massimo grazie ai farmaci dimagranti – Wegovy e Ozempic – era la società più capitalizzata in Europa e valeva più dello stesso Pil danese e del colosso del lusso Lvmh, con una capitalizzazione sopra i 500 miliardi di euro. Poi la concorrenza ha un po’ alla volta eroso margini e prezzi, tanto che ora Novo – complice anche il recente e burrascoso cambio ai vertici – vale in Borsa quasi il 70% in meno dai massimi dell’estate 2024.

Anche per Eli Lilly market cap -40%

Non va meglio a Eli Lilly che, col tonfo odierno, viaggia con un passivo di quasi il 30% sui corsi azionari nello stesso periodo, nonostante abbia registrato un fatturato nel secondo trimestre di 15,56 miliardi di dollari (+38%) e un utile per azione “reported” in aumento del 92% a 6,29 dollari, con un rialzo della guidance sui ricavi annui e utile. Ma la sfida è quasi giornaliera, come dimostra il taglio delle previsioni sul 2025 annunciato da Novo alla vigilia.

Fonte: Il Sole 24 Ore