La rivoluzione tecno-poetica di Homme Plissé, dono di Issey Miyake alla vita moderna

La rivoluzione tecno-poetica di Homme Plissé, dono di Issey Miyake alla vita moderna

Sono in molti oggi ad arrogarsi il titolo di innovatori sommi, di rivoluzionari prometeici, ma la verità è che il più delle volte sono solo parole nel vuoto, passate di smalto sul nulla. La questione è complessa, certamente, e generalizzare a poco serve, ma le estetiche di vero impatto, capaci di riscrivere non solo la superficie delle cose, ma di riprogrammare modi e atteggiamenti, di liberare energie suggerendo altre maniere di essere – in genere più libere, ma non è regola assoluta – sono il risultato di un modo specifico di fare gli oggetti.

Eppure l’innovazione strutturale è, sempre più, appannaggio di pochi, mentre si moltiplicano i designer-stylist, di fatto assemblatori invece che costruttori. È innovazione anche quella, ma di più limitata portata, un po’ come confondere un architetto e un arredatore, senza per questo stabilire una gerarchia di valore. Tra i problem-solver più ispirati, funambolo dell’equilibrio tra Est e Ovest con lo sguardo sempre rivolto al futuro e i piedi saldi nelle tradizioni, non si può non ricordare Issey Miyake (1938-2022).

Il suo slancio sincero, ossia il desiderio di semplificare la vita attraverso oggetti formalmente belli, di una bellezza però astratta, è un principio proteiforme che permane nel marchio che ha creato, portato avanti dai suoi capaci successori nelle linee parallele, ciascuna basata su un preciso principio progettuale, che ne costituiscono la multiforme identità. Tra queste, Homme Plissé Issey Miyake, lanciata nel 2013, è forse quella di maggior successo. Questo progetto, esplorazione utilitaria e trasversale del plissé, è diventato, in oltre un decennio, un fenomeno, come conferma la pletora di copie, e l’ospitata in qualità di guest of honor durante l’edizione dello scorso giugno di Pitti Uomo 108, con una sfilata a Villa Medicea della Petraia.

Chi scrive può confermare, per esperienza diretta, che quel che Homme Plissé promette, mantiene. Agevola la vita, per forza di cose oggi frenetica e logorante, con malleabilità, versatilità, incitando senza lambiccamenti il gioco del vestirsi. Realizzati in uno speciale poliestere che richiede pochissime attenzioni nell’uso, gli abiti Homme Plissé non hanno infatti stagione, e nemmeno una data di scadenza. Sono così puri da non avere tempo. Uno statement rilasciato anni fa in occasione di una delle prime sfilate recitava «Homme Plissé Issey Miyake nasce dalla volontà umanistica di porre la persona al centro di un sistema estetico liquido. Tutto in esso parla di facilità e fluidità: le pieghe regolari che accarezzano dolcemente il corpo; il materiale robusto ma morbido che mantiene le pieghe in posizione e il corpo in agio; la facilità di manutenzione che non è in contrasto con un’impeccabile appropriatezza. Senza dimenticare la modularità e la purezza elementare del design: tutto si abbina a tutto, rendendo le combinazioni di capi virtualmente infinite, assolutamente personali e ulteriormente espandibili nel corso degli anni. Homme Plissé Issey Miyake offre agli uomini di tutte le generazioni e di tutti i ceti sociali abiti che trasformano l’atto quotidiano del vestirsi in un’espressione spontanea di forza interiore».

Fonte: Il Sole 24 Ore