L’appello di Zuppi: «Disarmati possiamo disarmare il male»
Purtroppo gli appelli alla pace sembrano inascoltati, ma soltanto la pace può essere la via per interrompere e risolvere quei tanti pezzi dell’unica guerra mondiale, quando siamo disarmati possiamo disarmare il male». Così da Assisi , città della pace per eccellenza, il cardinale Matteo Zuppi ha fatto suo ancora una volta l’appello del Papa per la fine delle ostilità in Terra Santa e negli altri luoghi di conflitto.
In questi giorni il presidente della Conferenza episcopale italiana ha chiesto ai vescovi e alle comunità ecclesiali di intensificare le iniziative di preghiera, perché, ha ricordato ieri, «la preghiera è più forte della guerra e ritirarsi in preghiera non significa disinteressarsi, ma entrare nella profondità della storia». Forte di questa convinzione l’arcivescovo di Bologna il 14 Agosto terrà una celebrazione «in nome delle vittime innocenti in Terra Santa», in uno dei luoghi del nostro Paese che testimoniano con più eloquenza la tragedia della guerra: i ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia, nel Parco regionale di Monte Sole, simbolo dell’eccidio del 1944 a Marzabotto. Nella chiesa di Casaglia si radunarono gli abitanti della zona, nel tentativo di sfuggire ai soldati tedeschi del Reich. Furono uccisi dai nazifascisti.
In occasione della celebrazione del 14 agosto saranno letti tutti i nomi dei bambini palestinesi e israeliani morti dal 7 ottobre 2023 e si invocherà la pace. Una iniziativa fortemente voluta anche dalla Piccola Famiglia dell’Annunziata (la comunità fondata da don Giuseppe Dossetti, con una radicata presenza in Terra Santa ). Con Zuppi ci sarà anche il loro Superiore, Paolo Barabino. «C’è stato troppo sangue, un massacro che non ha fine», spiega Barabino illustrando le ragioni che hanno spinto ad organizzare questa iniziativa. Dal forte valore simbolico la scelta di leggere tutti i nomi delle piccole vittime del conflitto. «I nomi – spiega infatti il monaco genovese – ricordano una storia, richiamano la dignità della persona. E poi nel leggere i nomi dei bambini ripensiamo al pensiero di Dossetti che diceva che i bambini sono gli unici pienamente innocenti, sono le vittime più vittime. Noi crediamo che il loro sia il sangue più innocente, un sangue che non è perso ma che grida, che grida agli uomini, grida anche a Dio e che ha una sua forza anche dopo la morte».
La Piccola Famiglia dell’Annunziata dal 1989 è presente anche in Cisgiordania. «Anche da quei luoghi – racconta Barabino – arrivano notizie preoccupanti, notizie della volontà ancora fortissima di allargamento degli insediamenti, di annessione dei Territori». «Quello che sta succedendo è una catastrofe – ripete il religioso – anche per Israele. Certamente le nuove generazioni, i bambini che oggi sopravvivono ne porteranno il segno. Quello che sta succedendo porterà a una volontà di vendetta. Si sta alimentando vendetta su vendetta». Barabino si dice molto preoccupato sicuramente per i palestinesi, che «in questo momento sono sterminati», ma anche per Israele. «Si trovano in un vicolo cieco – aggiunge – tante persone ormai lo dicono anche in Israele, si trovano in un disagio profondissimo».
Tra le intenzioni del cardinale Matteo Zuppi c’è anche quella di non lasciare solo il Papa nei suoi numerosi appelli per la fine delle ostilità e per il ritorno al dialogo. «E molto importante – conferma infatti Barabino – che la Chiesa possa esprimersi, possa dire l’inaccettabilità della situazione attuale, quindi questa iniziativa è anche certamente per amplificare la voce del Papa e per non lasciarlo solo». Per il cardinale Zuppi è urgente che «anche la comunità internazionale si ricordi di dotarsi degli strumenti per risolvere i conflitti e ripudiare la guerra». Quanto alle recenti prese di posizione di molti leader mondiali che hanno condannato la decisione del governo israeliano di occupare Gaza, il religioso è attendista. «In passato – spiega – da parte dell’Italia e dell’Europa forse i pronunciamenti sono stati troppo pochi e anche ora bisognerà vedere cosa accadrà concretamente. Molto dipenderà ovviamente anche dagli Stati Uniti».
Fonte: Il Sole 24 Ore