
Missili russi su Kiev: oltre 20 morti, colpiti uffici Ue e British Council
Non solo la consueta pioggia di droni, ma un massiccio attacco missilistico su Kiev, definito dal sindaco, Vitali Klitschko, uno dei più violenti degli ultimi mesi sulla capitale. E un bilancio pesante, stando alle informazioni delle autorità locali: almeno 21 morti, tra cui quattro bambini, una cinquantina di feriti, colpito da due missili l’edificio che ospita gli uffici dell’Unione europea a Kiev, danneggiata anche la sede del British Council.
Danni che si aggiungono a quelli inflitti dai raid russi in almeno altre 13 località.
«La Russia sceglie la balistica invece del tavolo dei negoziati», ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su X, chiedendo nuove sanzioni contro Mosca. Ma non si sono fatte attendere neppure le reazioni di Ue e Regno Unito: Londra ha convocato l’ambasciatore russo, a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo aver stigmatizzato l’ennesimo «triste promemoria di ciò che è in gioco», che «dimostra che il Cremlino non si fermerà davanti a nulla per terrorizzare l’Ucraina, uccidendo ciecamente civili e prendendo di mira persino l’Unione Europea», ha telefonato a Zelensky e al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «Putin – ha sottolineato poi von der Leyen su X – deve sedersi al tavolo dei negoziati. Dobbiamo garantire una pace giusta e duratura per l’Ucraina, con garanzie di sicurezza solide e credibili che trasformino il Paese in un porcospino d’acciaio. L’Europa farà pienamente la sua parte. Il nostro strumento di difesa Safe, ad esempio, sarà importante per rafforzare le coraggiose forze armate ucraine». Quanto a Trump, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che il presidente «non è contento» ma «non è sorpreso» degli ultimi attacchi russi in Ucraina.
Mosca, da parte sua, ha sottolineato che l’attacco ha colpito impianti industriali militari e basi aeree. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dal sito di notizie ucraino Ukrainska Pravda, lo ha definito «un successo», aggiungendo d’altro canto che gli attacchi ucraini alle infrastrutture russe (sopratutto energetiche) continuano e che comunque Mosca «resta interessata a proseguire il processo di negoziazione per risolvere la crisi».
Contro l’azione russa si sono espressi tutti i maggiori leader Ue, da Merz (che ha puntualizzato che ormai «sembra chiaro che Putin e Zelnsky non si incontreranno») a Macron, da Meloni a Starmer. Dichiarazioni a parte, l’Unione europea si muove sul doppio fronte delle garanzie di sicurezza da fornire a Kiev e delle sanzioni nei confronti di Mosca. Le questioni saranno all’esame oggi dei ministri della Difesa e domani di quelli degli Esteri, riuniti a Copenhagen per un Consiglio informale.
Fonte: Il Sole 24 Ore