Satelliti sabotati e armi segrete: il nuovo campo di battaglia è lo spazio

Satelliti sabotati e armi segrete: il nuovo campo di battaglia è lo spazio

Lo spazio è quindi oramai un’estensione del suolo terrestre al nostro servizio, i tanti satelliti che ci orbitano ci servono letteralmente ogni minuto per sapere dove siamo, o dove è il ristorante in cui vogliamo andare con gli amici, per sorvegliare le petroliere che sversano i rifiuti in mare, per guidare gli aerei, ma anche taxi e bus in tante città, per telefonare, vedere ogni tipo di televisione, consigliare gli agricoltori sullo stato delle loro colture; e la lista sarebbe infinita.

Non poteva mancare insomma anche quel che, fin dal lanciatore del piccolo Sputnik, aveva fatto capolino: il lato militare. Dallo spazio oggi, ma domani anche dalla Luna, si osservano i campi di azione e questo già ci dice tutto. Gli Stati Uniti dal 2019 hanno la Space Force, una divisione delle loro forze armate per la difesa dallo e nello spazio. Tanti altri Paesi si sono provvisti di una organizzazione militare specifica, compreso il nostro. Anche in questo campo in Europa non abbiamo, purtroppo, un unico soggetto ma, almeno potenzialmente, tanti quanti sono i Paesi della Ue.

Se lo spazio è qualcosa di fondamentale oggi per la sicurezza, assieme alla parte cyber, non bisogna pensare a scenari fantascientifici, come quelli del famoso film Guerre Stellari. Basta molto meno. Un satellite nemico può essere certamente messo fuori combattimento colpendolo, ma questo rischia di essere come darsi la zappa sul piede, dato che i frammenti del satellite distrutto, a migliaia, diventerebbero altrettanti proiettili che saettano alla velocità di 30mila chilometri all’ora, creando una situazione da incubo per tutti nell’area. Peraltro, i frammenti di satelliti già scontratisi, o esplosi o altro, sono già, in quella fascia di bassa orbita, migliaia e migliaia dalla grandezza di un bullone a quella di qualche metro. Un pericolo costante che obbliga, per esempio, gli astronauti della Stazione spaziale internazionale, a ritirarsi improvvisamente nella capsula di sicurezza quando è avvistato un frammento vagante. A quella velocità un centimetro cubo di metallo perfora qualunque satellite o Stazione spaziale.

Per rendere innocuo un satellite nemico, meglio quindi un laser di buona potenza, asettico e definitivo, o un satellite capace di agganciare la preda e renderla innocua senza distruggerla. Insomma, c’è da sbizzarrirsi anche senza pensare ad armi distruttive che sono controproducenti nello spazio.

Il caso della guerra in Ucraina ci insegna che basta poco per mettere in ginocchio un Paese non preparato. Nel 2022 i russi hackerarono il sistema satellitare Viasat di comunicazione utilizzato dall’esercito di quel Paese, creando immediatamente caos e problemi gravi agli ucraini.

Fonte: Il Sole 24 Ore