Scontro sulla qualità dell’aria e ricorso di Piemonte, Veneto e Lombardia

Scontro sulla qualità dell’aria e ricorso di Piemonte, Veneto e Lombardia

«Credo che questo debba aprire una riflessione più generale sulla foga con la quale le Regioni hanno per molto tempo chiesto più competenze e più autonomia, foga alla quale in genere non ha fatto seguito la volontà di pagare il prezzo politico delle scelte necessarie» aggiunge.

Il nodo qualità dell’aria

Resta però il nodo della gestione del problema e delle misure necessarie a contenere nell’area della Pianura Padana le emissioni inquinanti e garantire una accettabile qualità dell’aria. Anche alla luce delle misure “concorenti” messe in campo da ministero dell’Ambiente e ministero dei Trasporti. Chi dunque deve occuparsene? E facendo cosa?

Il Piano varato dal ministero dell’Ambiente a giugno ed entrato in vigore all’inizio di agosto prevede interventi in quattro ambiti principali: dalla promozione di tecniche a minore impatto emissivo in agricoltura agli investimenti per la mobilità sostenibile, dalla promozione di impianti più efficienti nel riscaldamento civile fino a campagne di comunicazione mirate rivolte ai cittadini.

Il Piano stabilisce responsabilità precise per ogni misura e prevede un sistema strutturato di monitoraggio con una cooperazione tra amministrazioni centrali, regionali e locali, per garantire una governance della qualità dell’aria, «fondata su integrazione, responsabilità e partecipazione» chiarisce una nota del ministero guidato dal ministro Pichetto Fratin. Oltre a prevedere una dotazione complessiva di circa 2,4 miliardi di euro, 1,7 dei quali stanziati direttamente dal Mase.

Tra le misure più significative sono previsti due programmi del MASE, per 800 milioni di euro destinati ai Comuni per progetti su casa-scuola, casa-lavoro, trasporto pubblico locale e sharing mobility, uno sconto sugli oneri di sistema elettrici per incentivare il cold ironing nei porti, riducendo le emissioni delle navi in sosta, il rafforzamento dei controlli sull’utilizzo di impianti domestici obsoleti a biomassa.

Fonte: Il Sole 24 Ore