
Sorrentino a Venezia: «Sono favorevole alla legge sull’eutanasia. Lo spunto da Mattarella»
«È un film d’amore per famiglia, ma anche per le istituzioni e su un modo di fare politica che è sempre, purtroppo, secondo me, più inattuale, quello legato all’esercizio della responsabilità. È anche un film sul dubbio. Il dubbio viene sempre visto come una debolezza. Invece, penso che l’esercizio del dubbio sia una delle qualità, ormai poco frequentate, che dovrebbe avere un politico. La degenerazione del dubbio era quella che una volta, nella Prima Repubblica, si chiamava immobilismo. Ma quell’esercizio del dubbio, soprattutto su temi che comportano dei dilemmi morali, come concedere una grazia o firmare una legge sull’eutanasia, è una condizione significativa. Oggi, invece, si assiste troppo spesso a figure, a uomini di potere, che esercitano delle certezze», che non sono supportate da ideologie, ma all’utilità del momento. E spesso vengono contraddette il giorno dopo conclude il regista.
Molti hanno ravvisato nella figura di De Santis nel presidente Mattarella, Scalfaro per lo stretto legame con la figlia, e Cossiga per quella abitudine attendista che aveva sciolto negli ultimi tempi del suo mandato per trasformarsi in un “picconatore”.
«Il film nasce da uno spunto di cronaca: quando Mattarella aveva concesso la grazia a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer. Mi era sembrato subito un dilemma morale interessante da raccontare. Il dilemma è un formidabile motore narrativo più di ogni altro».
Molti altri i temi che costellano questo film che pone sul tavolo questioni serie, ma le condisce con elementi comici, come nella tradizione della Commedia all’italiana. In particolare, una amica irriverente battutista formidabile, Coco (Milvia Marigliano), Gué Pequeno, la direttrice di «Vogue» e molto altro.
E infine la riflessione sulla grazia: «La grazia è molto più della bellezza. È un atteggiamento nei confronti della vita: amoroso, rispettoso, fortemente esercitato dal personaggio, anche nel senso della paternità».
Fonte: Il Sole 24 Ore