Stop ad aereo della Seawatch, Enac lo ferma per 20 giorni

Stop ad aereo della Seawatch, Enac lo ferma per 20 giorni

Uno degli aerei di Sea-Watch è stato fermato dall’Enac per venti giorni. Lo ha fatto sapere la stessa ong riferendo che «dopo che la scorsa settimana il nostro aereo da ricognizione Seabird 2 ha documentato l’ennesimo caso di omissione di soccorso, costato la vita a due bambini e una persona adulta, oggi Enac ci ha notificato il fermo amministrativo di un altro nostro aereo, Seabird 1, per venti giorni». L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, nel provvedimento, fa riferimento a violazioni verificatesi il 30 giugno.

«Siamo curiosi di saperne di più e di scoprire qual è, questa volta, il pretesto per tenerci lontani da chi ha bisogno di aiuto. Come al solito – commenta Sea-Watch – non paga chi commette violazioni dei diritti umani: paga chi le denuncia». Tuttavia l’organizzazione assicura che non si ferma e andrà avanti non solo nei soccorsi ma anche nel monitoraggio della situazione con i suoi velivoli: «Non ci scoraggiamo. Stiamo valutando con i nostri legali come opporci a questo ennesimo, pretestuoso provvedimento. Torneremo a volare già nei prossimi giorni con i nostri altri aerei, per documentare ciò che accade nel Mediterraneo centrale».

Per la ong tedesca, che conta su tre piccoli velivoli per monitorare le situazioni di crisi dei profughi in mare, si tratta del primo fermo di un suo mezzo aereo. Nel provvedimento dell’Enac si fa riferimento solo ad un episodio verificatosi il 30 giugno, senza ulteriori dettagli, come spiegano gli stessi volontari. In linea generale il decreto flussi stabilisce sanzioni, fino appunto al fermo amministrativo, per quegli aeromobili privati, che non segnalano all’Enac «immediatamente» situazioni di emergenza in mare. Per questo l’ong, che afferma di fare queste segnalazioni sempre e puntualmente, sta cercando di avere notizie più dettagliate su quanto deciso dall’Enac e sta valutando con i suoi avvocati la presentazione di un ricorso.

Lo scorso anno gli aerei della ong hanno effettuato 151 missioni per oltre 845 ore di volo. Sono riusciti ad avvistare 221 imbarcazioni cariche di migranti in difficoltà; circa 11mila le persone su queste imbarcazioni. Un lavoro che si affianca e sostiene i salvataggi veri e propri effettuati con le navi. L’ultimo avvistamento che la ong aveva segnalato sui social è quello di fine luglio: quattordici persone cadute in acqua, dodici tempestivamente soccorse e condotte al porto di Lampedusa; tra queste anche due neonati. «È il secondo naufragio al quale assistiamo in questa settimana», sottolineava Sea-Watch all’inizio di questo mese sui social. I velivoli dunque sono ormai a rischio fermo esattamente come le navi. Solo qualche giorno fa sempre Sea-Watch segnalava che il Tribunale di Agrigento aveva sospeso il fermo amministrativo che da 18 giorni teneva la loro nave veloce Aurora bloccata in porto.

Fonte: Il Sole 24 Ore