“Sweet Memories”: l’infanzia zuccherata di Simone Post al Voorlinden Museum

“Sweet Memories”: l’infanzia zuccherata di Simone Post al Voorlinden Museum

Preparatevi a entrare in un mondo incantato, seducente e interamente fatto di zucchero. Con la sua nuova installazione immersiva “Sweet Memories”, l’artista olandese Simone Post ricrea la casa della sua infanzia utilizzando dolciumi di ogni tipo: meringhe, candite, catene di caramelle.

Dal cucito ai dolciumi

L’opera è visibile fino al 31 agosto al museo Voorlinden e trasporta i visitatori in un sogno infantile dove tutto sembra ancora possibile. L’artista ha tratto ispirazione dalla propria infanzia: sua madre insegnava cucito e le mostrava che con il tessuto si poteva creare qualsiasi cosa. Oggi Post porta avanti quello spirito sperimentale e lo applica a materiali insoliti: i dolciumi. Nella sua installazione, intreccia lunghi fili di caramelle per creare mobili, costruisce una cucina fatta di marshmallow e fa funzionare macchine da cucire fatte di caramelle. “Ho ricreato la casa in cui vivevo quando avevo tre anni – racconta Simone – per me, quella è l’età perfetta: ti senti libero, al sicuro, senza vergogna, e il mondo è ancora un grande mistero da scoprire”.

Un ritorno all’infanzia

Con “Sweet Memories”, Post invita a riscoprire il fascino di quell’età magica in cui tutto è ancora malleabile. Ogni dettaglio è curato con estrema attenzione: dal letto a castello alla lavatrice, dai peluche al lampadario, tutto è riprodotto fedelmente con materiali dolciari. I profumi zuccherini, i colori pastello e le texture soffici evocano un senso di sicurezza, creando un’atmosfera calda e sognante. Sotto la superficie giocosa e incantata, l’opera lancia anche un messaggio critico. La dolcezza abbondante, fatta di oltre 700 kg di caramelle, evoca tanto desiderio quanto eccesso. Ciò che all’apparenza è invitante, può diventare soffocante. Con sottile ironia, l’installazione riflette sui limiti dell’abbondanza e sul bisogno umano del “sempre di più”.

L’istallazione

Tutti gli oggetti: mobili, cornici, un intero baule pieno di peluche, persino i libri, sono tutte repliche esatte fatte di dolciumi e prodotte da venti persone che hanno lavorato due mesi alla realizzazione dell’opera. Tutto è ispirato alla casa d’infanzia dell’artista e per questa ragione e per favorire l’immersione totale del visitatore, sono stati scelti, come suoni di sottofondo, il ronzio delle macchine da cucire e il carillon di una scatola musicale.

Fonte: Il Sole 24 Ore