Tesla: bonus da 29 miliardi per Musk. Ma calo in Cina e maxi-multa negli Usa

Tesla: bonus da 29 miliardi per Musk. Ma calo in Cina e maxi-multa negli Usa

Il consiglio di amministrazione di Tesla punta tutto su Elon Musk. Il board ha approvato un nuovo maxi-pacchetto azionario del valore di 29 miliardi di dollari per il ceo, nel tentativo di blindarlo al timone dell’azienda in un momento estremamente delicato. Ma intorno a Musk, il mondo Tesla si fa sempre più scivoloso: la fedeltà dei clienti crolla, le vendite rallentano, in particolare in Cina, e negli Stati Uniti arriva una condanna da 243 milioni per un incidente mortale legato al sempre discusso Autopilot, il software di assistenza alla guida che nella versione più evoluta, il Full Self-Driving è la base della scommessa di Musk sul business della guida autonoma.

Il premio appena approvato – 96 milioni di azioni con un prezzo di esercizio di 23,34 dollari – ricalca l’accordo del 2018, poi annullato a dicembre 2024 da un tribunale del Delaware per gravi irregolarità nel processo di approvazione. Musk ha presentato ricorso, ma intanto la società ha deciso di procedere con una nuova assegnazione, giustificandola con la necessità di «incentivarlo a restare focalizzato su Tesla», dopo una parentesi politica che non ha portato nulla di buono, anzi, ha danneggiato il brand.

Crollato il tasso di clienti che compra ancora una Tesla

Una mossa che ha già avuto un primo effetto: oltre +2% per il titolo nel pre-market. Ma il contesto resta complicato e incerto. Tesla è sempre più associata alla figura – spesso divisiva – del suo ceo. Dopo l’endorsement a Donald Trump, la fedeltà dei clienti americani è crollata. Secondo S&P Global Mobility, il tasso di clienti che acquistano nuovamente una Tesla è passato dal 73% al 49,9% in meno di un anno. E anche il flusso netto di nuovi clienti si è ridotto drasticamente. Oggi marchi come Rivian e Polestar riescono ad attrarre più clienti Tesla di quanti ne cedano. Il problema non è soltanto americano. Tesla soffre in Europa, come testimoniano i dati degli ultimi mesi (-45%, con il sorpasso della cinese BYD in aprile), inclusi gli ultimi delle immatricolazioni in Svezia, Danimarca e Francia.

Cina, per le consegne sesta flessione mensile su sette

Nel frattempo, i numeri dalla Cina continuano a deludere. Le spedizioni dallo stabilimento di Shanghai, secondo i dati preliminari dell’associazione dei costruttori, sono calate dell’8,4% a luglio su base annua. È la sesta flessione mensile su sette dall’inizio dell’anno. La concorrenza interna si fa feroce – BYD, XPeng e Xiaomi in testa – e Tesla risponde preparando una nuova versione a sei posti del Model Y per il mercato locale.

Fonte: Il Sole 24 Ore