Trump contro la Russia, come funzionano le «sanzioni secondarie»

Trump contro la Russia, come funzionano le «sanzioni secondarie»

La prima risposta di Donald Trump dopo la conclusione dell’incontro tra Steve Witkoff e Vladimir Putin è stato l’aumento delle tariffe sui prodotti indiani importati negli Stati Uniti. Perché colpire l’India per punire la Russia?

«Alimentano la macchina della guerra, non gli importa quante persone vengono uccise in Ucraina, e questo non mi sta bene», aveva dichiarato Donald Trump riferendosi agli acquisti di petrolio russo da parte dell’India: importazioni pari a meno dell’1% del totale prima dell’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022, salite al 45% l’anno successivo per poi restare sopra il 30%, favorite dai prezzi scontati a cui Mosca è costretta per non perdere i clienti.

La decisione di Trump rientra nell’ambito delle sanzioni secondarie, rivolte a Paesi terzi per raggiungere comunque l’obiettivo di ridurre le capacità finanziarie di Mosca. Nel mirino sono dunque i grandi importatori di materie prime russe, come l’India o la Cina o la Turchia: la Casa Bianca inserisce così la questione Ucraina nel più ampio confronto commerciale aperto con i singoli Paesi. Nello stesso tempo, Trump è convinto che Putin possa cambiare atteggiamento sulla guerra solo vedendo minacciate le principali fonti di guadagno dello Stato. Gli acquisti di Delhi garantirebbero al budget di Mosca 50 miliardi di dollari l’anno.

Tra le altre possibili sanzioni in arrivo l’8 agosto rientrano provvedimenti sulla cosiddetta “flotta fantasma”? 

Fonte: Il Sole 24 Ore