
Urbanistica, la proposta di Forza Italia per regole più trasparenti
Estate caldissima per le città e per la loro trasformazione, per il dibattito aperto a scala nazionale in conseguenza del presunto Milano-gate, che se si è affievolito con la revoca degli arresti, conferma un’attenzione altissima su come le città possano essere eque, inclusive, sostenibili, appetibili, integrando regia pubblica e apporto dei privati, scommettendo su un futuro che non lasci indietro nessuno, e che al contempo attragga capitali, energie, progetti e idee.
I passaggi chiave
L’8 agosto il senatore Roberto Rosso (Forza Italia) ha depositato una proposta aggiornata del nuovo testo unificato di Ddl in materia di rigenerazione urbana in commissione Ambiente del Senato. E alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva, si passerà alla fase degli emendamenti con l’obiettivo di concludere l’esame in tempo per l’approdo in Aula del Ddl dal 16 dicembre, come già previsto dal calendario dell’Assemblea. Si tratta del secondo testo base formalizzato dal relatore dopo che sul primo (che a sua volta parte da otto disegni di legge depositati da diversi gruppi sia di maggioranza che di opposizione) erano stati presentati oltre 500 emendamenti.
Una nuova release, frutto di una rielaborazione messa a punto anche in collaborazione con il Mit, e che già fa tesoro di una serie di emendamenti arrivati sulla precedente versione, sia di maggioranza che di opposizione.
Sostenibilità
Con le finalità e gli obiettivi esplicitati nel primo articolo ci si allinea alle indicazioni europee che prevedono tra l’altro l’azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050. Sul come fare, il testo elenca un’azione per ogni lettera dell’alfabeto, dalla a alla z. Parole chiave? Il superamento dello zoning tradizionale con approcci più flessibili, l’economia circolare (con riferimento all’uso del legno, a interventi di bonifica, alla riorganizzazione del ciclo di rifiuti), la manutenzione urbana e la sostituzione edilizia, il contenimento delle isole di calore e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici nelle città. Entro l’anno, intanto, in termini di efficienza, dovrà anche arrivare la versione italiana del primo schema di piano attuativo per il recepimento della direttiva Ue “EPBD” (Energy Performance of Buildings Directive), meglio nota come direttiva “case green”.
Nel testo presentato da Rosso puntuale il passaggio sul «privilegiare interventi di densificazione urbana e di compensazione urbanistica per il miglioramento dei servizi pubblici, anche allo scopo di perseguire il “saldo zero” del consumo di suolo o delle emissioni climalteranti» (comma e). Tra gli altri obiettivi l’adozione di tecnologie digitali e sistemi passivi e progettazione bioclimatica, il miglioramento della qualità della vita in centri storici e periferie, attenzione alla cosiddetta progettazione universale e alle categorie fragili, il potenziamento dei servizi pubblici per ridurre le disuguaglianze. Tra i temi quello della «tutela dei centri storici nelle peculiarità identitarie, culturali e paesaggistiche, dalle distorsioni causate dalla pressione turistica e dai fenomeni dell’abbandono, incentivando le funzioni residenziali e i servizi connessi, attraverso interventi di rigenerazione edilizia di qualità, sia favorendo, quando opportuno, il trasferimento all’esterno degli stessi delle grandi sedi direzionali pubbliche e private, sia valorizzando le caratteristiche commerciali specifiche, sia favorendo la presenza equilibrata delle funzioni connesse all’ospitalità» (comma l).
Fonte: Il Sole 24 Ore