
Vacanze prudenti, e i rincari spingono il ritorno ai campeggi
Il periodo delle vacanze entra nel vivo, i rincari si fanno sentire ma salvano i campeggi dove crescono prenotazioni e presenze del +6%. Negli altri settori, dove non si rinuncia alla vacanza, si registra, invece, una riduzione dei giorni di ferie fuori casa. Il dettaglio emerge dallo studio realizzato su base nazionale dall’Onf, osservatorio nazionale prezzi Federconsumatori che ha effettuato un monitoraggio sull’intero panorama.
Vacanze per il 43,2%
La stima dell’osservatorio parla di vacanza per il 43,2% degli italiani. Il 54% di coloro che andranno in vacanza opterà per un soggiorno ridotto proprio alla luce dei rincari.
A condizionare la scelta dei luoghi e il periodo sono i rincari, non a caso l’osservatorio parla di “vacanze improntate alla prudenza e al risparmio”, necessità dettata «soprattutto dalle difficoltà crescenti delle famiglie e dall’aumento dei prezzi, specialmente di hotel e ristoranti (che dal 2021 hanno registrato, rispettivamente, rincari del 56% e del 18%)».
Una settimana al mare costa +2,5%
Quindi i costi che, secondo lo studio, rispetto allo scorso anno lievitano. «Una famiglia di 4 persone, composta da 2 adulti e due minori – evidenzia lo studio – spenderà per una vacanza di una settimana in una località balneare ben 6.539,30 euro, il +2,5% rispetto allo scorso anno».
Altrettanto care le vacanze in montagna: «Gli amanti del trekking e della natura spenderanno, per un soggiorno della stessa durata, per 4 persone, 4.779,80, il +2,2% rispetto al 2024 – prosegue -. Per chi sceglie di imbarcarsi in una nave da crociera la spesa ammonterà a 6.320,88 euro per una famiglia di 4 persone. In questo caso pesano in maniera determinante gli extra, pacchetti e bevande». Nella giostra dei rincari rientrano anche i rincari per i costi autostradali che valgono «un +2%» e quelli delle spese che si effettuano durante le soste pari a un +5%.
Fonte: Il Sole 24 Ore