101Caffè, il franchising chiude l’anno con un calo del 6% ma rilancia con e-commerce e take-away

È nato come l’insegna specialista del caffè, in tutte le sue forme e declinazioni, ed è partito da una rete di negozi fisici. Poi è cresciuto sviluppando la multicanalità, con il lancio della piattaforma di e-commerce e con l’avvio, causa Covid, di nuovi servizi di take away e delivery. La crescita di 101Caffè ha seguito, passo a passo, l’evoluzione del mercato italiano del caffè e delle abitudini di consumo degli italiani. Perché, se come rivela uno studio commissionato ad AstraRicerche dal Consorzio promozione caffè, questa bevanda resta una passione nazionale e accomuna oltre il 96% degli italiani, in realtà negli ultimi anni il classico rito della tazzina è parecchio cambiato. Si è aperto agli specialty coffee ed è diventato sempre più domestico: il 90% degli intervistati dichiara di bere il caffè a casa. Maggioranza bulgara, salita di un punto percentuale rispetto al 2004, contro il crollo del 12% del bar, sceso al 65% delle preferenze.

Il franchising del caffè da 16 milioni di euro

Depurati dall’effetto Covid, questi numeri si spiegano con il successo delle macchine domestiche che, avendo consentito a tutti di diventare bravi baristi, hanno modificato i consumi e sviluppato un nuovo business, quello del caffè in cialde e capsule, le cui vendite in Gdo nel 2020 sono cresciute a due cifre. Perché, allora, non farle realizzare da torrefattori italiani, in rappresentanza dei gusti locali, e venderle in store tutti dedicati al mondo del caffè? Con questa sfida, quella di affrontare il mondo del caffè porzionato con un approccio da retailer, nel 2011 Umberto Gonnella ha fondato la 101Caffè, una catena in franchising che oggi conta oltre 113 punti vendita (di cui sette all’estero) e che nel 2019 ha fatturato 16 milioni di euro. Da fine 2017 il 24,99% del capitale appartiene alla Food Empire Holdings Ltd, una multinazionale presente in 50 paesi e quotata alla Borsa di Singapore.“Siamo il punto di riferimento per i coffee lover, che in un unico punto vendita l’espresso italiano di qualità sia in grani che macinato ma anche in cialde e capsule compatibili con tutte le macchine presenti sul mercato” spiega Gonnella, che continua a guidare l’azienda come ceo.

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Business penalizzato dalla chiusura dei centri commerciali

Ampia scelta e profondità di gamma (1500 referenze), prodotti esclusivi molto apprezzati (come il pluripremiato Nocciolino e pasticceria artigianale a marchio Le Sfiziosità) e personale esperto sono i punti di forza di questi store, dove si possono acquistare anche macchine da caffè, accessori e bevande (come tè, ginseng, orzo, e cioccolata), tutte monoporzionate e utilizzabili in tutte le macchine domestiche. Un business in costante crescita che, però, ha dovuto fare i conti con l’impatto del Covid. “Dopo la ripresa seguita al primo lockdown e un giugno scoppiettante, c’è stato un recupero ma la chiusura dei centri commerciali, dove abbiamo il 40% dei nostri store, ha rallentato le vendite, benché i nostri negozi siano tra quelli che possono restare aperti” afferma Gonnella –. Il 2020 è stato un anno difficile ma la rete di vendita diversificata e la formula del franchising, con la capacità di reazione dei nostri franchisee, ci hanno permesso di limitare i danni”.

Fatturato in calo ma balzo dell’e-commerce

L’anno si chiude con un milione di euro di fatturato in meno dovuto al calo del 6% del sell-out dei negozi fisici; un dato su cui pesa la decisione di chiudere i punti vendita nelle stazioni ferroviarie di Roma e Milano, “orfane” di turisti. Segnali positivi arrivano, invece, dai negozi di prossimità (60% della rete), che si sono rinnovati per rispondere alle nuove esigenze degli italiani, introducendo le consegne a domicilio realizzate dagli affiliati o affidate a Glovo, con cui 101Caffè ha firmato un accordo-quadro. Questi mesi hanno visto anche la nascita della formula con caffetteria e ristorazione veloce, declinata solo in modalità take-away, che consente di acquistare anche piatti cucinati, panini, colazioni e gelato artigianale. Per la catena il 2020 è stato anche l’anno dell’e-commerce: le vendite realizzate tramite il sito aziendale sono cresciute del 120%. “È un canale in espansione ma non credo che potrà sostituire i negozi fisici – aggiunge Gonnella –. La vera rivoluzione del digitale è un’altra: la possibilità di comunicare in modo nuovo con i consumatori. Lo abbiamo visto in questi mesi. Grazie all’integrazione tra online e offline, abbiamo permesso ai nostri franchisee di impostare un modello di relazione diverso con i loro clienti, continuando a fornire il loro expertise e ad aiutarli nelle scelte d’acquisto”.

Fonte: Il Sole 24 Ore